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“SICUREZZA SUL CAMPO: IL SOPRALLUOGO IN AZIENDA”

Sicurezza sul Lavoro e Formazione
Pubblicato da Nina - Studio-IT in Reportage di cantiere · 12 Settembre 2020
 
Aspettative e realtà

I sopralluoghi nelle aziende, in particolar modo nei cantieri, sono per noi momenti importanti che ci mettono a contatto con le diverse realtà produttive. È in queste occasioni che possiamo vedere come si organizzano i vari settori, come i dirigenti si relazionano con il personale e organizzano mansioni e attività.

Quando ci rechiamo nei locali di lavoro di un nuovo cliente, arriviamo all’accoglienza con il nostro bagaglio di aspettative su come dovrebbe essere organizzata l’azienda (il famoso a norma di legge”), curiosi di vedere come riesce a far convivere tali normative all’interno delle proprie mura. Andiamo a capire come la teoria si può sposare, di caso in caso, con la pratica del lavoro quotidiano.  

All’ingresso siamo accolti da personale che sorride, oltre la mascherina di questo periodo storico, con scarpe antinfortunistiche, già queste non così presenti e non sempre per tutti. Ma può succedere, magari proprio oggi.

 Ciò che da subito colpisce è uno strano clima di serenità nello svolgimento delle mansioni, misto ad una sorta di ansia da esame per la nostra valutazione. Ci spieghiamo meglio. Nei sopralluoghi che riguardano le visite per lelaborazione del DVR, il titolare (o il nostro referente) mostra ogni settore produttivo che compone l’azienda. Si è spesso accolti in un ambiente portato al massimo dell’ordine, perché ovviamente tutto deve risultare conforme agli standard di sicurezza.  

C’è sempre qualche elemento di “arredo” che, sotto una piccola coltre di ordine, fa trapelare quella che è la vera quotidianità aziendale.


 
Gli errori quindi dove sono?

Negli uffici magari mancano alcuni requisiti per una corretta ergonomia, ma per lo più si può dire che il rispetto dei criteri sia accettabile. Nelle aree di produzione, ecco, si riscontrano delle piccole incongruenze. Una scala che conduce ad un magazzino è ostacolata alla base da una serie di cartoni che ne precludono l’accesso. Ma si può spostare facilmente, se necessario. È un periodo di trasloco, di inventari. Tra poche ore sarà tutto sgombro. È probabile. Siamo fiduciosi.  Proseguendo di reparto in reparto, incontriamo il titolare che guida un carrello elevatore. Senza la cintura. (Una nota particolare sulluso di questo dispositivo di sicurezza: nella nostra esperienza ricordiamo di averle viste indossare con un certo orgoglio e sfrontatezza solo durante i corsi per labilitazione alla guida di tale attrezzatura. Unostentazione quasi ironica, sottolineata a volte da battute tese a sottolineare lassenza di usura della stessa, in contrasto con i segni del tempo del resto del mezzo).

Ritornando alla nostra visita, il titolare ci saluta con gesti gioviali e noi segnaliamo sorridenti il mancato utilizzo del dispositivo, in tutta risposta alza le spalle. È così, ma finisce subito. Doveva solo spostare una cosa, scenderà immediatamente.

Sottolineiamo che questi sono piccoli errori, di imprese comunque attente al rispetto delle norme, ma c’è un ma. Queste piccole sviste, diciamo così, tradiscono un po’ il trend a cui assistiamo spesso riguardo la sicurezza sul lavoro, anche delle aziende più virtuose: il sottovalutare le esposizioni ad alcuni pericoli che, poiché ritenuti di entità minore, si possono comunque tollerare e affrontare; eppure la legge parla chiaro.  


 

Quindi a cosa serve la Valutazione dei Rischi?

 
Il DVR calcola i rischi, le esposizioni per ogni singola azienda, nelle sue peculiarità. È questo libera i singoli, siano essi dipendenti, datori di lavoro o preposti, dal dover prendere decisioni o far valutazioni di continuo. Basta attenersi al piano. Tenendo conto che nulla è superfluo, tutto è utile alla propria incolumità e al proprio benessere. Le regole non nascono per mettere i bastoni tra le ruote, appesantire il lavoro, o diminuire prestazioni. Sono TUTELA, a prevenzione e protezione di tutti, anche per chi deve solo “spostare una cosa”, anche solo per un attimo. Perché è così che succede tutto. In un attimo!  

LAVORARE SICURI, LAVORARE MEGLIO.




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