“Quattro chiacchiere in sicurezza: i 10 rischi più frequenti all’interno di un magazzino” - Parte 2 - BLOG - Sicurezza sul Lavoro e Formazione
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“Quattro chiacchiere in sicurezza: i 10 rischi più frequenti all’interno di un magazzino” - Parte 2
Sicurezza sul Lavoro e Formazione
 
“Quattro chiacchiere in sicurezza: i 10 rischi più frequenti all’interno di un magazzino”                                                         
                                                       (Parte II)

 

Anche i magazzini, ambienti familiari di lavoro, abbiamo già detto in passato, possono assumere le caratteristiche di un vero e proprio film horror. Gli archivi storici degli incidenti registrati parlano chiaro. Esistono incidenti buffi, divertenti da raccontare soprattutto se si sono conclusi con un gran spavento e poche ammaccature, e soprattutto se il protagonista può raccontarlo col sorriso. E tutto intero. Altri, più adatti a scenari di un incubo, sono quelli che è meglio ricordare per evitare di replicarli.
Meglio ancora se si può imparare dagli sbagli altrui, ed apprendere in piena salute e sicurezza.
Non sempre i pericoli si possono evitare, ed in questi casi, la conoscenza, una formazione adeguata e i necessari dispositivi di protezione… possono salvarvi la vita!
Ecco allora il significato di questa lista: conoscere per affrontare meglio i pericoli, qualora non sia possibile eliminarli!
Nell’articolo precedente abbiamo parlato dei primi 5 punti del nostro elenco dedicato ai:

 
I 10 RISCHI più frequenti all’interno di un MAGAZZINO”

Ed ecco qui di seguito gli altri 5:

 
6 - Ribaltamento dei mezzi

Eppur si muove, e a volte si ribalta pure!
Un mezzo che si ribalta portando con sé il conducente, o magari coinvolgendo altri colleghi, è un’immagine che resta impressa nella mente. Soprattutto se le conseguenze sono gravose per il conducente.
Nonostante ciò incidenti del genere accadono con una frequenza di cui non vorremmo prendere atto.

 
Il nostro consiglio è puntare sulla prevenzione di possibili scenari, dotando comunque di strumenti di protezione, calcolando, purtroppo questa eventualità.
Ovvio direte voi. Si lo è, ma a volte, durante la frenesia del lavoro, l’essenziale non appare così scontato anche all’occhio più attento, a volte sfocato da abitudini che sono sempre sembrate “sicure”.
Ecco, quindi una lista di routine, che forse in molti già avrete, ma, come si dice, “repetita iuvant”:

 
Bonus track: “10 regole per evitare che il vostro mezzo vi scaraventi dall’abitacolo”:
  • valutare le condizioni del luogo di lavoro
  • adeguati mezzi per l’attività che si intende svolgere
  • efficienza del mezzo (controlli periodici e manutenzione)
  • procedure operative adottate in base alle fasi di lavoro
  • organizzare la viabilità aziendale in modo da non fare interferire tra di loro i mezzi
  • valutare e segnalare la presenza di altre persone nel raggio d’azione del mezzo a lavoro
  • adeguata formazione per i mezzi specifici (la formazione, sempre e comunque!)
  • tenere velocità limitata che renda sicuro il lavoro, anche in base alla tipologia del terreno in cui si agisce
       

Oltre all’uso dei dispositivi di protezione come:
  • cintura di sicurezza
  • telaio o cabina che possa, in caso di ribaltamento, proteggere l’operatore nel posto di guida.
 

 
7 - utilizzo del muletto in strada pubblica

 
Si avvistano talvolta carrelli elevatori sulla strada pubblica. Possiamo capire l’attaccamento al lavoro e quel legame speciale che si stabilisce col proprio mezzo di lavoro. Sembra strano, ma possiamo capire.

 
Il nostro consiglio è usare su strada i mezzi omologati per quel tipo di traffico. Lasciate pure i muletti in magazzino, o parcheggiati sul piazzale… saranno fedeli e presenti al vostro ritorno.

 
 
8 - Errata movimentazione manuale

 
Ci sono diversi accorgimenti che consentono una adeguata movimentazione dei carichi. E altrettanti che posso invece creare dei rischi per la salvaguardia dell’incolumità dei lavoratori.
Spesso si tende a sottovalutarli perché magari provocano infortuni meno eclatanti, o magari posture che nel tempo causeranno danni, e quindi, nell’immediato non si presta attenzione.
Sopravvalutare le proprie capacità o il peso del carico da movimentare sua e la struttura può essere un errore frequente. Ci è capitato di assistere a lavoratori che, sentendo di avere la forza di un licantropo, cercavano spostare qualcosa che necessitava sicuramente di strumenti meccanici di supporto.  
Magari non ci si procura gravi danni, ma la salute e l’integrità psicofisica sono sempre importanti.  

 
Il nostro consiglio è quello prestare attenzione alle diverse fasi dalla preparazione del carico, alla valutazione del percorso fino all’ultimazione del lavoro.
E non sottovalutare i rischi, anche se di minima entità.
(Quali rischi? In caso di dubbio, su quali possano essere e quali siano le procedure da adottare per porvi rimedio, consultare in vostro DVR. Dovete redigere un DVR? Potete consultate noi!)
Tutto questo per non passare dal sentirsi dei colossi, a sembrare delle mummie tra garze e fasciature.

 
 
9 - Non utilizzo delle corsie

 
A volte non sono segnalate. A volte invece lo sono, ma non vengono viste, o quantomeno non vengono utilizzate. Un mistero ancora irrisolto nelle aree di stoccaggio merci.
In uno spazio in cui coesiste il traffico promiscuo dei mezzi come carrelli elevatori, o transpallet, e l’accesso dei lavoratori coinvolti nelle mansioni è necessario differenziare le aree di movimento.  
Sembra l’accorgimento più banale, dare a ciascuno il suo giusto e circoscritto spazio di manovra, ma a giudicare dagli infortuni registrati ogni anno, di pedoni travolti dai mezzi, l’essenziale pare essere invisibile agli occhi di chi a volte non progetta gli spazi in maniera adeguata.

 
Il nostro consiglio
Un’area dedicata esclusivamente al passaggio dei pedoni, con obbligo di utilizzo, così, giusto per evitare uno scacco matto.  
 

 
10 - Seppellimento del camionista           (Ovvero: la viabilità in azienda)

 
Dopo ore di viaggio, su strada, seduti al volante dei loro camion, gli autisti arrivano a destinazione in quei magazzini in cui la merce trasportata troverà nuova ubicazione. Alcuni nell’attesa, magari non conoscendo il luogo di scari/carico, sostano in prossimità del portone, trovando… refrigerio? un momento per sgranchirsi le gambe? Non proprio… un bancale tra capo e collo!  
La merce, impilata accanto all’ingresso in cui stavano facendo sosta, cede rovinosamente all’improvviso. (Probabilmente in equilibrio precario mentre era in attesa di essere trasportata per un nuovo viaggio).

 
Uomo sbagliato nel posto sbagliato? Forse è un po’ più complesso.  
Parliamo piuttosto di una serie di eventi e situazioni che fanno capo ad un tema che potremmo identificare come la viabilità in azienda.

 
Il nostro consiglio è di dare la giusta importanza e attenzione a questo argomento, con cui si intende sia lo spostamento di persone che dei mezzi di trasporto, delle materie prime e dei prodotti degli spazi aziendali sia nei reparti chiusi che nelle aree esterne.
Non declinandola solo come un problema collaterale, ma come possibile causa di gravi incidenti.

 
Ricordiamo quanto sia essenziale:
-la costante attenzione per qualsiasi tipo di spostamento
-valutare la stabilità delle merci
-la vigilanza dei preposti di reparto sulle misure di sicurezza, definite dall’azienda attraverso la propria valutazione dei rischi.
-fornire una adeguata formazione a tutto il personale, specifici per addetti alla movimentazione, in base alle piattaforme e ai mezzi che utilizzano.
Sottolineiamo anche l’importanza di Predisporre di piani di viabilità con separazione netta delle aree pedonali da quella della movimentazione e stoccaggio delle merci.

 
Ecco alcuni elementi che implementano la sua sicurezza sia all’interno dei Magazzini che nelle loro aree esterne:
-segnaletica orizzontale e verticale adeguata;
-in assenza di visibilità diretta: utilizzo di specchi nei punti cruciali;
-cicalini sui carrelli per la loro segnalazione e limitatori di velocità e dossi artificiali;
-divieto di acceso ai magazzini per i non addetti;
- aree pedonali, definite e protette, anche per l’area break mediante staffe meccaniche;
-saper gestire la presenza di terze in aree separate e protette (in riferimento al nostro esempio);
-adozione di senso unico di marcia per il traffico veicolare;

 
 
Ed infine piccola traccia fuori classifica:
 
Impennate con le bici
Ah! i piazzali delle aziende, quelle distese di cemento che ben si prestano ad essere delle piste. E qua sappiamo che la tentazione è forte e tale da non poter resistere a sfrecciare impennando sulle bici mentre ci si reca in aree differenti dell’azienda.  
Il nostro consiglio? Siamo a favore dello sport, è salutare e fa bene… ma ogni passione ha il suo tempo e luogo. E forse un luogo di lavoro, soggetto al passaggio di altri colleghi e alla sosta o al movimento merci, non riteniamo il sia il luogo adatto.  

 

 

 
Si conclude la nostra piccola rassegna sugli incidenti più frequenti nei magazzini.   
Sembrano molti punti da tenere in considerazione, ma sappiamo tutti che la salute non ha prezzo e puntare sulla sicurezza è sicuramente il miglior investimento a lungo termine.  
Infondo i passi essenziali sono due:  
-un adeguato DVR
-una giusta formazione vostra e del vostro personale.

 
Per ogni dubbio e suggerimento su come evitare che il vostro magazzino si trasformi in un set da film horror, affidatevi agli esperti del settore.  

 
Conoscere i rischi a cui possiamo essere esposti è il primo e fondamentale dispositivo di protezione!

 


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