IL TUTTOLOGO: il collega che non deve chiedere mai, perchè sa già tutto! - BLOG - Sicurezza sul Lavoro e Formazione
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IL TUTTOLOGO: il collega che non deve chiedere mai, perchè sa già tutto!
Sicurezza sul Lavoro e Formazione
Nel reportage di oggi parleremo di una tipologia di lavoratori che si incontrano talvolta in alcune realtà lavorative, in uno dei nostri periodici sopralluoghi o quando ci presentiamo per i nostri corsi di formazione.

IL LAVORATORE “TUTTOLOGO”

CHI È?:
spesso un collega, a volte il titolare, che spicca tra gli altri per le sue convinzioni di cui è portabandiera. Continuamente.

Spesso possiede una notevole esperienza nel suo settore e tende a difenderla dagli attacchi della modernità e dell'innovazione, con la ferrea convinzione che: «ho sempre fatto così ed è sempre andato tutto bene».

Ha una parola per tutto, una definizione personale su qualunque argomento. Sciorina teorie come nemmeno un ricercatore di fisica quantistica.
Dalla sua parte ha il tempo, tanto, speso nell'azienda che lo ha portato a conoscerne tutti i segreti, che  non si risparmia di condividerli e dare consigli.(anche non richiesti).


Il tuttologo è il lavoratore che non deve chiedere mai perchè, forte delle sue conoscenze, sa già tutto. E quello che non conosce… lo inventa.

A CHI SI ISPIRA:
A noi il tuttologo sembra ispirarsi ad un personaggio famoso (noto se avete vissuto gli anni '80): MacGyver.
Dice wikipedia di lui: “è un agente operativo di una agenzia governativa (...), un eroe solitario che aiuta i più deboli; i suoi strumenti sono ingegno e intelligenza, grazie ai quali e con un coltellino svizzero, del nastro adesivo e pochi oggetti intorno a lui, può fare qualunque cosa”

Ecco forse il nostro tuttologo più che l’eroe descritto… potrebbe  essere “giggino l’arrotino”  E PIÙ CHE DIFENDERE I DEBOLI ILLUMINA CON LA SUA SAGGEZZA I PIÙ INESPERTI IN AZIENDA… CIOÈ TUTTI GLI ALTRI!


Le 6 caratteristiche che fanno riconoscere il Tuttologo aziendale:

1. OGNI STRUMENTO PUO’ ESSERE RIPARATO
Nulla è troppo vecchio, nulla si butta, nulla si ditrugge, tutto si ripara.
Con questo motto anche il muletto più improbabile e datato viene riportato alla vita. Accanimento terapeutico? No, finchè gira la chiavetta dell'accensione ed emette un sibilo, ogni macchina può essere affidabile.
Poco importa se ha quasi necessità di essere spinto  a sua volta.
E' stato utile per 30 anni, ha fatto sempre il suo lavoro, perchè sostituirlo?

Comprarne uno nuovo? Investimento non necessario.
In tempi incerti come questi bisogna ponderare gli investimenti.
Poco importa se qualcuno azzarda l'ipotesi che una macchiana moderna, magari usata, potrebbe essere una scelta da prendere in considerazione.
Spesso montano da sè i pezzi di ricambio, con risulatati spesso lontani dalle aspettative.
E’ capitato, anche in occasione delle prove pratiche delle attrezzature, di trovare “soluzioni improbabili” a guasti del macchinario. Cade a terra l’impianto idraulico di sollevamento di un muletto? Fa niente! Entra in officina, due martellate e torna come nuovo!
Il sedile ormai perde i pezzi? Che problema c’è? Basta portare da casa un cuscino da divano e con due giri di nastro adesivo… e funziona meglio di prima!

Il vero MacGyver era capace di creare bombe a mano con forcine, gomma da masticare, arguzia... e la sua esperienza. Ma era finzione.
Nella realtà non si deve improvvisare. Affidiamoci a specialisti, usiamo ricambi regolamentari e operiamo nel rispetto del libretto dei macchinari.

2. USO ISTINTIVO DEI MACCHINARI

Cinture di sicurezza
“Basta fare attenzione, mica è una gara. Uno sta attento e non gli succede nulla”
A lui non è successo mai nulla.
Se si fa riferimento a leggi e norme sulla sicurezza, solitamente cita il sempre verde buon senso, così amico degli infortuni.
Solo facendo notare possibili sanzioni si notano vaghi segni di ravvedimento.

Cicalini assenti (o non funzionanti)
“Basta gridare, un fischio e vedi che si spostano”.
“Abbiamo sempre fatto così” (che funziona sempre, finchè le cose non vanno male)
Bisogna stare attenti mentre si  lavora.
Anche questa è una frase che viene sfoderata ogni qualvolta si voglia rispondere ad una puntualizzazione mossa in favore della prevenzione e protezione dei rischi sul lavoro.
Ovviamente è un ottimo elemento da tenere sempre in considerazione, ma non sufficiente per garantire un luogo sicuro in cui eserictare le proprie mansioni.

Il nostro uomo è una persona pratica ed essenziale.
Va al sodo, la sua esperienza lo fa contare sull'istinto e sappiamo quanto gli ospedali abbiano spesso accolto lavoratori “istintivi”, che però con l'uso di una semplice cintura di sicurezza avrebbero evitato il soggiono.

3. LA FORZA DELL’ESPERIENZA: HO SEMPRE FATTO COSÌ
Provate a dire ad un titolare, magari arrivato alle soglie della pensione, che il suo non è propriamente un approccio alla sicurezza da manuale.
Lui è li,  davanti a voi,  sfodera i suoi aneddoti che, più che sulla prevenzione dei rischi, sembrano eventi di miracolosi di scampato pericolo, non rappresentando nemmeno l'eccezione alla regola...non dovrebbero nemmeno essere degni di nota.
Purtroppo non tengono conto, i valorosi cavalieri della bandiera della “vecchia scuola”, che quei comportamenti sono stati fonte di moltissimi infortuni, anche gravissimi.

4. NE SA UNA PIÙ DEL DIAVOLO
Corsi di formazione? E’ capace di annuire con estrema convinzione durante la lezione,  ma in in fondo… lui ne sa di più. State certi: non perderà occasione per farlo notare.

5. CAPACITÀ DI RISOLUZIONE DEI PROBLEMI
Quel che deve essere fatto va fatto entro i tempi stabiliti. Il tempo è denaro.
Il motore scoppia in mezzo alla sala, sempre durante una prova pratica in nostra presenza? Si trova una soluzione, magari trovando un muletto delle dimensioni della sala in cui si fa esercitazione (quello c'è come disponibilità), che occupa tutto lo spazio disponibile, rendendo impossibile ogni manovra, eccetto andare avanti e indietro.

Non ci sono mai problemi senza soluzioni alternative ( alle regole, alle leggi sulla sicurezza)
Il nostro consiglio spassionato: cerchiamo di evitare le esplosioni dei motori!

6. DPI...  SICUREZZA CON DISCREZIONE
Essenziali e a norma, sono spesso presenti... negli armadietti. Un vero MacGyver deve lavorare veloce e libero di scegliere.
Così il nostro tuttologo, che all’eroe televisivo si ispira, considera:
- Scarpe infortunistiche: uno strumento a soppravalutato
- Guanti: puro optional
- Caschetto: solo se si attraversa un corridoio di carichi sospesi, proprio in bilico. Ne deve valere la pena


Gli eredi proiettati verso il futuro

Per ogni Tuttologo vicino alla pensione c'è un parente, a volte figlio, che ne ha seguito le orme in azienda e che aspetta di poter portare una ventata di novità e un nuovo approccio alla cultura della sicurezza.
Per ognuno di questi giovani la speranza è la pensione, magari semplicemente per riordinare un po' l’azienda e buttare via gli scarti che il nostro eroe conserva gelosamente come reliquie, sia mai che servano per nuove remunerative produzioni!

Sappiamo che i Tuttologi sono un piccolo mondo che sta fortunatamente sparendo per far posto ad una sempre più presente cultura della sicurezza, che ha preso piede in diverse realtà lavorative, senza distinzioni di età.
E' pur vero che nel loro piccolo pittoresco mondo sono ancora promotori di situazioni molto pericolose.


La sicurezza si costruisce, non si improvvisa.
Esattamente allo stesso modo in cui si forma l'esperienza, che loro hanno acquisito nel tempo e di cui sono giustamente orgogliosi, la sicurezza deve evolversi, tenendo conto delle novità.

Stare al passo coi tempi significa non solo progredire nella tecnica e nella tecnologia, ma investire nella salute dei dipendenti.
Solo così si cresce davvero.

LAVORARE SICURI, LAVORARE MEGLIO



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